Le pellicole tradizionali hanno una
ariosità sconosciuta a quelle moderne a granuli piatti: il formato 120 poi annulla di fatto i limiti delle pellicole tradizionali che sono: la risolvenza inferiore e la grana evidente, grazie ai limitati ingrandimenti.
La trix 320 era per questo una pellicola perfetta:
altissima acutanza, seconda solo alla sempre compianta Agfapan 25, curva caratteristica bombata che garantiva un contrasto elevato nei grigi medi, che sono quelli che interessano il soggetto umano, morbidezza nelle basse e alte luci (piede e testa della curva molto orizzontali) che le consentivano raffinate sfumature nei bianchi e profondità nei neri, grande realismo e precisione nel rapporto fra luci ed ombre, il tutto migliorato dai ridotti ingrandimenti dovuti al formato.
Insomma una sintesi di brillantezza e morbidezza, di precisione e drammaticità.
Potrei dire che Kodak ha razionalizzato la produzione unificando i formati, ma sapendo che le emulsioni sono molto diverse fra il 35 mm e il 120 questo non è un motivo valido. Pertanto penso che alla Kodak stiano semplicemente cancellando tutti i prodotti specializzati che la distinguevano appiattendosi sul mercato di massa, strategia perdente in un settore già di nicchia come quello delle pellicole.
320 ASA era la reale sensibilità, ciò non toglie che anche con la 400 si possa fare la stessa cosa se avrà la stessa qualità, a tal proposito tuttavia temo per la scarsa cultura dimostrata dalla dirigenza Kodak in passato.
Quello che mi verrà a mancare in modo disastroso è il formato 220 che mi consentiva di avere sulla Mamyia 7 20 fotogrammi pronti, il minimo per affrontare una cerimonia per esempio; 10 fotogrammi sono veramente pochi, ci si sente psicologicamente sempre impreparati e 2 corpi sono un pò pesanti.
La Trix 320 era l'unica pellicola in b&w prodotta anche in formato 220.
Ne farò scorta ma oggi è l'ennesimo giorno di lutto.
Se ilford producesse il formato 220 io passerei a ilford anche se l'HP5 non è la stessa cosa.