PIERPAOLO ha scritto:nella prima foto, all'estrema destra, riconosco la mia montagna di casa, ovvero la Tofana di Roces, mentre a sinistra le amate Conturines. nella terza il Colac, di cui ricordo sempre le foto scattate con una Minox durante l'impegnativa ferrata: cose di 25 anni fa, ma ancora vive nel ricordo fotografico
Pierpaolo
Quando vieni su abbonda con l'abbigliamento invernale: come vedi da foto allegata, scattata ieri pomeriggio dal giogo di Sella, la neve è dappertutto sopra i 2.300-2.500m e dalla Gardena soffiava un vento letteralmente gelido, non mi sentivo più le dita e le batterie della 553ELX davano segni di intorpidimento...
Ieri ero sull'Alpe di Siusi quando è arrivato un bimotore dei Paracadutisti Alpini di stanza a Bolzano ed ha cominciato ad effettuare dei lanci in lontananza; ecco i paracadutisti in azione col paracadute modello T10. Mio padre era con me ed essendo un ex Caporal Maggiore 230A proprio dei Paracadutisti Alpini (nel plotone paracadutisti della Brigata Alpina "Cadore") ha potuto godere di un emozionante revival, tornando per un attimo a 50 anni fa.
Nell'altra sono stato paparazzato davanti al Sassolungo con Hassy e 250 Sonnar.
il digitale, in definitiva, è un flusso di elettroni quantizzato, è come una bistecca che puoi ordinare cotta o guarnita come vuoi; se le precedenti ti sembrano con poca grinta, ecco uno scatto della stessa serie, renderizzato con un po' di worchester aggiunta.
Considera che sono immagini scattate da svariati chilometri di distanza, con relativo velo atmosferico.
Non confondiamo però la "grinta" con il contrasto cieco e sordo che restituisce immagini con alte luci bruciate ed ombre tappate: l'immagine deve essere sì brillante ma non sacrificare gli estremi di gamma...
Non uso la Leica M, semplicemente, perchè risulta difficile utilizzare pola e degradante grigio senza visione reflex e perchè non sono disponibili focali molto lunghe; uso lo zoom 10x Canon EF-L perchè l'Hasselblad 553 con tre ottiche (il 500mm lo carico saltuariamente) filtri e cavalletto pesano già 8,5kg, ci aggiungi la M8 guarnita per l'infrarosso, la 5DII con BG-E6 e qualche ottica per video e fotocolor generico e la borsa con treppiedi arriva già a 15,5kg, il peso che mi scarrozzo in spalla ogni giorno per i sentieri; il "vergone equino" (così detto per l'aspetto ed il relativo allungamento) mi permette di accorpare diverse focali fisse (che comunque ho al "campo base", per esigenze critiche) e stipare quanto serve nella borsa fotografica.
Comunque il 35-350 EF-L non ha nulla da spartire con gli zoom consumer plasticosi di analoga potenza: la sua qualità meccanica ed ottica è oggettivamente buona, ed ai tempi del suo lancio (1990) spopolava nei paddock di F1 e fra fotografi in moto ai grandi giri a tappe.
Ora vado a dormire, domani c'è Reinhold Messner alle torri del Vajolet e devo avviarmi per tempo.
Purtroppo il meteo era sfavorevole e qualche altro disguido tecnico mi hanno fatto soprassedere, ripiegando su una puntata al turisticissimo Karesee... Di ritorno mi sono divertito a realizzare il bozzetto di una cartolina panoramica, sfruttando proprio gli atout del digitale (fisheye AF-Nikkor 16mm f/2,8 D; 4 scatti RAW a 14bit scalati di 1 stop e poi montati in HDR con Photomatix HDR Pro, rendering fisheye parziale - solo sulle linee verticali - con plug-in Imagetrends Inc. fisheye-Hemi).
Ho fatto una versione alternativa col 24 TS-E L mkII decentrato prima a sx e poi a dx di 12mm, montando a registro i due fotogrammi, ma in questo caso la gamma disponibile è inferiore e preferisco la versione allegata.
Miseriaccia, hai perfettamente ragione! Ecco la versione corretta assieme ad un'alternativa realizzata usando il Canon EF 24mm f/3,5 TS-E L mkII decentrato di 12mm prima a sinistra e poi a destra (due scatti in rapida successione), montando a registro le due immagini.