Ho affidato (ma a questo punto regalato) la Kiev a un ragazzino di 9 anni, con una quindicina di minuti di spiegazione.
Dentro, un rullino da 24 pose di HP5. Gliel'ho vista subito manovrare come se non avesse fatto altro nella vita.
Dopo un paio di giorni, è venuto a sviluppare il rullino. (la prima l'aveva già scattata sul mio rullo di test).
Ma che piacere ! Qui non si tratta di giudicare quelle belle e quelle meno ma di gioire per un ragazzo che ci becca tanto e spesso bene. Quelle in condizioni di luce scarso digli di non scattarle per il momento, ma per il resto complimenti. Bravo anche tu che gli hai fatto un gran bel regalo. L'ultima è molto molto bella in controluce ma ben esposta.
"Vorrei vedere in esse l'urgenza dello scatto, la necessità fisiologica dell'esserci, la frenesia nel respirare l'attimo, la furia di voler partecipare all'anelito di vita del pianeta."
La seconda forse non è perfetta, ma è fresca, colta al momento giusto e mette gran gioia.
Le ultime due, sembra che risentano ancora della classe del vecchio proprietario. Un gran regalo anche questo.
carlo riggi ha scritto:La seconda forse non è perfetta, ma è fresca, colta al momento giusto e mette gran gioia.
Le ultime due, sembra che risentano ancora della classe del vecchio proprietario. Un gran regalo anche questo.
Solo nell'ultima c'è una mia partecipazione. Ma solo come soggetto
E in quanto tale, ho seguito alla lettera le istruzioni...
"Vorrei vedere in esse l'urgenza dello scatto, la necessità fisiologica dell'esserci, la frenesia nel respirare l'attimo, la furia di voler partecipare all'anelito di vita del pianeta."
Promette bene! Benissimo!
Belle inquadrature, noto che sono spesso dall'alto e a nove anni non si è alti. La composizione del battesimo è perfetta.
Fa che non si rovini. Io usavo una Leica IIIa e sognavo una reflex ...
Come decide l'esposizione?
Bravissimo bambino, che con la freschezza della sua età e sotto la guida di un bravo maestro, ha saputo e saprà trarre il meglio da una fotocamera in grado di fare ottime cose, senza farsi venire le paturnie della "marca".
Grazie a tutti.
In sintesi, per ora ha usato il Lunasix, perché l'esposimetro macchina che pur funziona, ha bisogno di luce piuttosto
intensa, ma penso che in breve sarà in grado di farne a meno, magari con l'aiuto indicato da Elmar.
Per quanto riguarda la pellicola, Bruno, non la prima ma la seconda si, compresa la sagomatura della coda.
Vedremo cosa ne esce..
Càspita, anche la sagomatura della coda della pellicola! Oddìo, per la Kiev e la Contax ciò non è necessario, se si dispone del rocchetto ricevente originale, in metallo o bachelite. Quello "Contax" ha un praticissimo intacco obliquo con un dentino interno: vi si inserisce un pezzetto della coda, la perforazione fa "click" nel dentino che poi la trattiene, si arrotola quel tanto da far prendere al rocchetto dentato le perforazioni superiore ed inferiore, si reinserisce il dorso e "hop", fatto. Senza le complicazioni della Leica (a vite) e sue colleghe con caricamento dal fondello.
Mio figlio (5 anni appena compiuti) da tempo "gioca" con una Exa molto vecchia, ma funzionante, e trova "magico" guardare nel mirino a pozzetto. Chiama "foto elettriche" quelle fatte con la macchina numerica (o digitale) e "foto che si aspetta" per quelle su pellicola. Della Kiev, ama guardare nel mirino e girare la rotellina di messa a fuoco, ma il componente preferito è l'autoscatto con il suo "zzzzzz-tock...click!". Aprire l'anta dell'esposimetro e guardar muovere la lancetta è anche divertente e sta imparando che "portare la lancetta sul diamantino nero, fa fare la foto giusta" (un po' quello che mi diceva il nonno, mostrandomi la sua Contax-IIIa).
Poi magari, quando il mio bimbo avrà 9-10 anni, sempre più demagogiche leggi ambientali vieteranno l'uso anche privato dei liquidi di sviluppo... e gli amanti della foto tradizionale si ritroveranno di nottetempo in oscuri sotterranei, braccati come guerriglieri, nascondendo il Rodinal in vecchie bottiglie di brandy.
"Vorrei vedere in esse l'urgenza dello scatto, la necessità fisiologica dell'esserci, la frenesia nel respirare l'attimo, la furia di voler partecipare all'anelito di vita del pianeta."