Piccoli tradimenti di fotografia

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MessaggioInviato: mer dic 05, 2007 1:42 pm 
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per Donatello
sono fondamentalmente d'accordo con te sul fatto che ogni esposimetro è tarato sulla macchina e sulle ottiche in genere dedicate.

personalmente, tutte le volte che ho avuto dubbi, ho esposto più fotogrammi a mezzi diaframmi diversi. poi ho scelto quello che mi piaceva di più.

per Mario
se io sapessi stampare bene come te, non avrei dubbi sull'esposimetro: (me ne fregherei).

buona luce per tutti.
ciao
Rubes


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MessaggioInviato: mer dic 05, 2007 2:03 pm 
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Aggiungo che dopo un certo periodo di tempo, in totale automatismo mentale ci si sincronizza sull'esposimetro della propria camera e difficilmente si sbaglia.
Ad esempio mi capitò di sbagliare alcune esposizioni che erano un po' troppo generose con la F4, semplicemente perchè io usavo sempre ottiche AIs e con queste il sistema di lettura esposimetrica che utilizzavo era il matrix (anche oggi...).
In quell'occasione avevo montato dopo tanto tempo, credo anni, il 105/2.5 di mio padre che è un F modificato AI, con questa tipologia di ottiche il matrix non c'è e si seleziona automaticamente il semispot Nikon.
Ragione per cui, io mi sono comportato come sempre ed ho esposto come so, ovviamente il risultato è stato un altro.

...e dire che nel mirino è visualizzato il simbolo esposimetrico, ma stavo fotografando la Ninfa e mi sa che ero un po' distratto.

:lol:

Ciao
Luca

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MessaggioInviato: mer dic 05, 2007 2:28 pm 
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Iscritto il: gio mar 15, 2007 5:17 pm
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Confermo quanto detto da Donatello.
Mi è capitato di esporre con il PA Curtagon 35, posizionato in asse, e con il Summicron 50, i valori dati dall'esposimetro della fotocamera divergevano di più di uno stop. Leggendo anche un test di confronto fra ottiche Zeiss e Leitz mi sono fatto la convinzione che le ottiche Leica abbiano un fattore di trasmissione maggiore, la qual cosa è generalmente un bene salvo in diapositiva.

La precisione esposimetrica serve per poter fare le proprie considerazioni su basi ferme. Per esempio nel ritratto io posiziono sempre l'incarnato in zona 6 anzichè 5, nel caso avesse la luminanza del grigio medio, ovvero sovraespongo la pellicola di uno stop. Come faccio:
se ho il Minolta Spot punto sul grigio medio e aumento di uno stop, se ho il Sekonic misuro la luce in arrivo ed aumento di uno stop.
Il negativo diventa più denso, non meno contrastato perchè lo sviluppo lo tengo standard, perdo dettaglio sulle alte luci perchè perdo così la zona 9 che diventa 10, ma i volti sono più luminosi. L'unico difetto, che potrei eliminare aumentando il contrasto,è un eccessivo dettaglio nello sfondo scuro.

Quando il negativo è perfetto la stampa diventa facile, ma quando l'esposizione è sbagliata, per quello che vuo fare, stampare diventa un esercizio di contorsionismo. Comunque le pellicole a granuli piatti non perdonano le sottoesposizioni, non c'è niente da fare.

Mi sà che mi terrò le mie M4 e M3!
... a meno che la M5.....? :-(

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Mario Andreoli


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MessaggioInviato: mer dic 05, 2007 2:42 pm 
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Iscritto il: lun dic 11, 2006 4:56 pm
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luca rubbi ha scritto:
Aggiungo che dopo un certo periodo di tempo, in totale automatismo mentale ci si sincronizza sull'esposimetro della propria camera e difficilmente si sbaglia.
Ad esempio mi capitò di sbagliare alcune esposizioni che erano un po' troppo generose con la F4, semplicemente perchè io usavo sempre ottiche AIs e con queste il sistema di lettura esposimetrica che utilizzavo era il matrix (anche oggi...).

...e dire che nel mirino è visualizzato il simbolo esposimetrico, ma stavo fotografando la Ninfa e mi sa che ero un po' distratto.

:lol:

Ciao
Luca


Carissimo Luca,
usi dunque il Matrix della F4, un matrix agli albori dellla tecnologia esposimetrica.
E hai ragione perchè coi negativi fornisce risultati molto soddisfacenti.

Hai ragione Rubes ad operare un modesto bracketing in condizioni estreme usando una M.

Ma con gli spot per es.delle Nikon e con approccio americano (che si applicano molto anche nelle cose tecniche contrariamente a noi italiani) sarebbe perfettamente possibile sapere in anticipo il risultato, lavorandocon una determinata macchina, una determinata pellicola diapositiva, un determinato laboratorio.

Un cielo blu può diventare via via più celestiale ottenendo l'esatta tonalità desiderata semplicemente sovraesponendo quel tanto rispetto alla lettura spot fatta su quel settore di cielo, sufficiente ad ottenere l'effetto voluto.

Questo purtroppo con le M non è possibile,
ma hanno tantissimi altri pregi...

A presto, speriamo!

Donatello


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MessaggioInviato: mer dic 05, 2007 4:04 pm 
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donatellobirsa ha scritto:
luca rubbi ha scritto:
Aggiungo che dopo un certo periodo di tempo, in totale automatismo mentale ci si sincronizza sull'esposimetro della propria camera e difficilmente si sbaglia.
Ad esempio mi capitò di sbagliare alcune esposizioni che erano un po' troppo generose con la F4, semplicemente perchè io usavo sempre ottiche AIs e con queste il sistema di lettura esposimetrica che utilizzavo era il matrix (anche oggi...).

...e dire che nel mirino è visualizzato il simbolo esposimetrico, ma stavo fotografando la Ninfa e mi sa che ero un po' distratto.

:lol:

Ciao
Luca


Carissimo Luca,
usi dunque il Matrix della F4, un matrix agli albori dellla tecnologia esposimetrica.
E hai ragione perchè coi negativi fornisce risultati molto soddisfacenti.

[...]

Donatello


Certo Don, quello con i contatti in mercurio, quando metti la camera in verticale, il metallo cola ed il sistema capisce e cambia la configurazione matrix...
Erano altri tempi, era il 1988 (sic...)

:smile:

Ciao
Luca

p.s. ricordiamoci però che il primo vero sistema a matrice era quello della Nikon FA del 1983, non so poi se fosse elaborato sugli algoritmi di 25.000 fotografie, come quello F4.

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MessaggioInviato: mer dic 05, 2007 4:18 pm 
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luca rubbi ha scritto:
donatellobirsa ha scritto:
luca rubbi ha scritto:

...

Ciao
Luca


Carissimo Luca,
usi dunque il Matrix della F4, un matrix agli albori dellla tecnologia esposimetrica.
E hai ragione perchè coi negativi fornisce risultati molto soddisfacenti.

[...]

Donatello


Certo Don, quello con i contatti in mercurio, quando metti la camera in verticale, il metallo cola ed il sistema capisce e cambia la configurazione matrix...
Erano altri tempi, era il 1988 (sic...)

:smile:

Ciao
Luca

... F4.


Eh, Luca,
F4, la meraviglia silenziosa dei test sotto la pelle di TF...

- - - - - - - - -

Scusa Mario,
ho iniziato a scrivere prima che tu mandassi il tuo messaggio e non lo avevo letto.

Non devi scoraggiarti, anch’io userei sempre la M3, ma la Mp è molto più veloce, ma con una sicura base esposimetrica come la tua, potresti dominare l’esposimetro esoterico delle M. :-)
Certo che con un esposimetro spot è un’altra cosa.
- - -
Sono perfettamente d’accordo con te: la precisione esposimetrica è l’unica che fornisce basi ferme.
Anch’io espongo le dia in un certo senso con riferimento alla tecnica di A. A. e un volto lo porto in zona 6 (più spesso 5,7) se lo voglio di tonalità chiara.

Comunque contariamente che col negativo colore, ho notato che le stampe da dia nei laboratori Fuji Frontier sono facilmente stampabili anche dia sottoesposte per sbaglio(mi capita di pensare di avere il diaframma a T.A e invece è ruotato a F2.8!) (o per avarizia di disponibilità di luce per poter usare un tempo decente) anche di un paio di stop, confermando anche in epoca digitale il diverso approccio esposimetrico con le diapositive rispetto al negativo. Le dia, di fatto possono essere esposimetricamente sfruttate più a fondo, poiché dispongono, di fatto, una maggiore sensibilità in termini operativi.
In condizioni limite (luce artificiale modesta, forti contrasti) una dia da 100 iso posso esporla a 200 Iso con ottimi risultati in stampa; un negativo da 400 iso, per avere buonirisultati, devo esporlo a 200 Iso, per avere risultati ottimali devo esporlo a 100 Iso o giù di lì, sicchè preferisco tenermi la mia dia da 100 iso.

Ma che sto a raccontare in un covo di bianconeristi, o quasi!

Saluti a tutti,
Donatello


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MessaggioInviato: gio dic 06, 2007 10:01 pm 
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Carissimo Mario,
io non sono molto bravo a testare le fotocamere e gli esposimetri delle stesse, perchè concedo agli oggetti sempre il beneficio del dubbio.
Io scatto. Se quando scatto avverto una certa "sintonia" con la fotocamera sono molto soddisfatto, ma non basta. La sintonia in discorso deve propiziare una buona immagine fotografica, in questo modo avviene il "battesimo del fuoco" della fotocamera.
Se tutto ciò non avviene la fotocamera e le sue ottiche vengono irrimediabilmente rivendute. Evidentemente non era destino.
Ammetto che non è mai colpa della fotocamera, ma dei miei limiti a comprenderla. Purtroppo per lei visto che tra i due chi paga sono io, mi attribuisco il privilegio di cambiarla.
Ho una M6, che tu conosci, ed una M5. Entrambi pagate poco. La mia piccola innocente "follia" per le apparecchiature fotografiche ha sempre avuto in fondo una forma di raziocinio di natura economica. Ho il 50 summicron Wetzlar, spettacolare, ed il 35 summicron preasferico che mi piace moltissimo. La M6 e la M5 sono due fotocamere molto diverse, almeno per me. La M6 è piccola e ben fatta, esteticamente bellissima, l'esposimetro, a pensarci, trovo sia molto fedele negli interni. La M5 e una grande signora, dolcissima nello scatto, un mirino con le cornici più grandi delle equivalenti della M6, un'intonazione più calda e con un flare molto meno evidente della M6, l'esposimetro è abbastanza fedele, ma è meglio avere una pellicola molto tollerante.
Io sulla M6 monto il 35 e sulla M5 monto il 50.
Tra le due non saprei scegliere, se non me le porto entrambi dietro, scelgo a seconda degli stati d'animo.
Per contribuire all'entropia del discorso mi verrebbe da dirti che alla M6 nessuno potrebbe negare un passaporto statunitense, mentre la M5 non potrebbe che essere solo ed esclusivamente una dolce signora di nobile stirpe mittleuropea e come tale va trattata.
In altre parole la M6 potrebbe essere equiparata ad un perfetto amplificatore a transistor, mente la M5 ad un eccellente amplificatore a valvole con i Vmeter.
Ad ogni buon conto se vuoi ti presto la M5, così facciamo molto prima e molto meglio.

Nik.

P.S. la foto di "battesimo" della M6 è quella di Padre Pio, mentre la foto di battesimo della M5 è quella della signora nel campo di carciofi con il fiore tra le sue mani.


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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 11:05 am 
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Mario, arrivo tardi per dirti che io espongo proprio come te (sovraespongo di uno stop e sviluppo normalmente) e questo sistema con le M6 va da dio.

In pratica, punto la macchina velocemente in basso (la strada...) e faccio la lettura, poi la alzo e faccio la foto.
Cosi mi viene da esporre sistematicamente un diaframma oltre la lettura della macchina.
Sui volti leggo e apro di uno.
Nel caso del palazzo in controluce (o una persona) leggo alla base dello stesso (della stessa).

Quando ci vediamo ti porto una M6 e ti faccio provare. Funziona dai 28 mm ai 50.

I miei negativi da M6 sono i piu' omogenei del mio archivio.

Salutoni, collega alternativo !!!

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Raffaele


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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 11:20 am 
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anche io espongo come raffaele.

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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 11:25 am 
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Iscritto il: lun dic 11, 2006 11:52 am
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Stesso procedimento.
Evidentemente siamo giunti tutti alla medesima conclusione.
Ecco perchè reputo più veloce ed affidabile il leicameter (se funzionante ovviamente).
C'è da dire però che se ho da fotografare mi dimentico tutto.
Sono tutto sommato elucubrazioni da domenica in Velvia...

Nat

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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 12:17 pm 
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anche io come Raffaele, in pratica su soggetti con repentine variazioni di zone ad alta e bassa densità (anche i vestiti influenzano molto) faccio la lettura su un grigio medio che rappresenta la luminosità del luogo, appunto fondo stradale...purchè sia asfaltato o di ciottoli o pietroni grigi.

La M6 è molto selettiva e tende sempre comunque a sottoesporre, secondo me perchè anche chiudendo il diaframma in realtà non si colloca un filtro grigio di diversa intensità davanti alla cellula, come su molti esposimetri seri, ma i raggi centrali e perpendicolari attraversano comunque le lenti e colpiscono di riflesso la fotocellula che ha fra l'altro una lente condensatrice sul davanti.

quando on trovo grigi medi interessanti o faccio ad occhio, e non mi sbaglio, o mi avvicino al soggetto puntando dove mi interessa.

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Un saluto, Aldo Claudio.
aldoclaudio.medorini@gmail.com


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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 12:40 pm 
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Iscritto il: mar dic 12, 2006 5:29 pm
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Località: SURTSEY
Io faccio esattamente come fa Raffaele .

nik


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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 4:54 pm 
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Iscritto il: lun dic 11, 2006 5:39 pm
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Località: Milano
Anch'io, spesso leggo sulle zone più scure presenti nella scena e poi modifico leggermente, l'esposimetro della M6 va domato...

:smile:

Ciao
Luca

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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 5:07 pm 
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Iscritto il: gio gen 18, 2007 12:33 pm
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Località: Gorizia
Anch'io come Raffaele, forse perché è così che ho imparato vent'anni fa, espongo per la strada o l'erba e poi inquadro. L'ho fatto per tutti e tre i rullini che ho scattato con la M6 (tutti bianconero) e non ho avuto problemi particolari. Prima o poi faccio anche un quarto rullino, questa volta di diapositive, tanto per curiosità.

_________________
Cristian


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MessaggioInviato: mar feb 12, 2008 5:13 pm 
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Iscritto il: lun apr 02, 2007 11:20 pm
Messaggi: 1199
Cristian Vidmar ha scritto:
Anch'io come Raffaele, forse perché è così che ho imparato vent'anni fa, espongo per la strada o l'erba e poi inquadro. L'ho fatto per tutti e tre i rullini che ho scattato con la M6 (tutti bianconero) e non ho avuto problemi particolari. Prima o poi faccio anche un quarto rullino, questa volta di diapositive, tanto per curiosità.


l'erba forse è la meno indicata...riflette la luce se verde e si fuma se secca.

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Un saluto, Aldo Claudio.
aldoclaudio.medorini@gmail.com


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