Piccoli tradimenti di fotografia

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Foto "Scorcio di villaggio" di 1cesar-03.05.2007

Gli interventi cult su photobit

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Foto "Scorcio di villaggio" di 1cesar-03.05.2007

Messaggioda massimostefani » dom giu 03, 2007 7:37 pm

Una porta si socchiude...l'ombra densa che avvolge l'interno ci permette soltanto di immaginarne,forse in maniera un pò scontata,l'arredo:poche cose di modesta fattura.Superata la zona d'ombra ci si ritrova in piena luce...una seconda apertura incornicia un fanciullo che, stagliandosi su di uno sfondo roccioso,attende ai giochi che gli sono propri.I nostri sguardi si intersecano per un attimo.....ed in quell'attimo sale in superfice,con forza, ciò che quest'immagine evoca.Essa ci parla di distanze.Distanze da un mondo,cosi difficile da comprendere,ma cosi facile da saccheggiare...e la figura del fanciullo diviene il simbolo delle nostre inadempienze verso "quel" mondo.Egli è e resta laggiù...in attesa che,da parte nostra,si compia lo sforzo necessario per ridurre,almeno in parte questa distanza.L'autore ci lascia sulla soglia,la distanza permane,ma forse,si può alfine cogliere
l'invito ad investire l'energia necessaria per giungere alla condivisione,attraverso la conoscenza,di un momento di vita vera.
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Messaggioda NatRiscica » dom giu 03, 2007 7:52 pm

Bellissima immagine e splendido esordio di Massimo!

Le porte socchiuse svelano e accompagnano ad altri lughi, percorsi e qualche volta ad un altro tempo, tempo non necessariamene passato o futuro, tempo a volte parallelo.
Abbiamo mille finestre socchiuse in noi. Chi vuol viaggiare non ha che da mettersi in cammino.

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Messaggioda mauro ruscelli » lun giu 04, 2007 10:37 am

Questa immagine mi era gia' piaciuta, ed e' molto bella la lettura che ne fai Massimo. Io sono portato a chiedermi, riguardandola, cosa colpisce nell'immagine, cosa la rende funzionale oltre al messaggio che e' stato cosi' ben interpretato. Credo sia legato alla simmetria ed alla ripetizione di quadrati e rettangoli (Quasi cubista) con quella linea di demarcazione che divide il fotogramma, che partendo dalla porte, prosegue sul muro della casa ed ancora nel paesaggio oltre la finestra. Ed incorniciata da tutte queste linee e rimandi geometrici la figura del bambino con la palla, della quale sfugge la relazione, non e' tenuta in mano, sembra staccata, scollegata, semplicemente punto di attrazione geometrica dello sguardo.
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Messaggioda massimostefani » lun giu 04, 2007 10:59 am

mauro ruscelli ha scritto:Questa immagine mi era gia' piaciuta, ed e' molto bella la lettura che ne fai Massimo. Io sono portato a chiedermi, riguardandola, cosa colpisce nell'immagine, cosa la rende funzionale oltre al messaggio che e' stato cosi' ben interpretato. Credo sia legato alla simmetria ed alla ripetizione di quadrati e rettangoli (Quasi cubista) con quella linea di demarcazione che divide il fotogramma, che partendo dalla porte, prosegue sul muro della casa ed ancora nel paesaggio oltre la finestra. Ed incorniciata da tutte queste linee e rimandi geometrici la figura del bambino con la palla, della quale sfugge la relazione, non e' tenuta in mano, sembra staccata, scollegata, semplicemente punto di attrazione geometrica dello sguardo.


Se osserviamo la fotografia,dal punto di vista della composizione,notiamo che,tracciando le diagonali del fotogramma,il bambino viene a trovarsi al centro...punto di forza assoluto ove tutte le tensioni dinamiche all'interno dell'immagine trovano convergenza......Arnheim ha dedicato un libro " Il potere del Centro" all'analisi della funzione percettiva dello stesso.Poi in seconda battuta, la porta ci fa scivolare,diagonalmente,quindi creando tensione percettiva,verso questa piccola figura,tra l'altro divisa seccamente tra luce ed ombra,facendole assumere un ruolo di grande valenza a dispetto del rapporto dimensionale.

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Messaggioda mauro ruscelli » lun giu 04, 2007 11:01 am

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Messaggioda cristian vidmar » lun giu 04, 2007 11:38 am

Che dire...Ho sempre pensato che per imparare a fare foto bisogna prima imparare a capire perché le belle foto sono tali e poi provare ad applicare.

Questo genere di spiegazioni è una delle cose più utili che un fotoamatore come me può trovare online.

Complimenti e grazie: a Mauro per l'ennesima iniziativa e a Massimo per questo interessantissimo intervento.
Cristian
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Messaggioda ulyssesitaca » lun giu 04, 2007 10:45 pm

profonda, tagliente lettura di Massimo; intressanti "geometrie" del Rush, anche nat esce dal buco...
Un inizio scoppiettante che mi vede particolarmente d'accordo sulla scelta dell'immagine e dell'autore, un vero outsider, secondo me.
Bravi tutti e grazie: dieci minuti di vita MOLTO ben spesi.
Raffaele
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Messaggioda Supermario » gio giu 07, 2007 4:04 pm

La mente danza inquieta fra strade, muri e portoni, quando improvvisamente appare un soggetto animato.
Con un colpo d'occhio magistrale e con prontezza il fotografo ferma per sempre l'attenzione su un mondo fatto di abitudini, profumi, spazi riservati che è evocato da un bambino che per un brevissimo attimo fa capolino.
Il merito del fotografo è quello di far rivivere all'infinito quest'attimo che altrimenti andrebbe perduto.
La mente dischiude la porta dei ricordi, il passato attraversa la coscienza come un lampo, il mondo esterno si specchia in un brevissimo attimo nel modo vissuto che però si dilata nel presente.
Abbiamo mille porte da aprire. Ogni porta è un vissuto da rivivere!

Tutto ciò funziona perchè il fuoco è sul muro, ovvero sulla realtà più materica e presente possibile, il fuori fuoco è il soggetto nello sfondo (relativo essendo un 35mm o anche meno) si adatta perfettamente alla vaghezza della mente che rivive sensazioni lontane.

La mia interpretazione è assolutamente diversa da quella di Massimo, meno positiva e più fatalista come del resto sono i nostri caratteri.
Massimo tende ad avvicinarsi al mondo, io invece tendo a fantasticare allontanandomi.
Questo è il bello! :D
Mario Andreoli
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