il pranzo della domenica

Sezione Principale - Fotografie e Passioni

Moderatori: NatRiscica, maucas, simone toson, luca rubbi

Enrico-To53
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seguendo il consiglio di Paolo Viviani, inserisco due immagini che riguardano una mensa domenicale per i bisognosi, organizzata da una associazione umanitaria costituita da volontari.
fanno parte di un più ampio reportage fatto proprio per questa associazione (AMMP), se sono di interesse generale, posso condividerne altre
27dic2015-AMMP_pranzo a poveri-D-Reportage (3).JPG
Allegati
27dic2015-AMMP_pranzo a poveri-D-Reportage (5).JPG
abschied
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Ecco fotografie che non mentono. Grazie di averle condivise. Mostrane altre per favore.
Paolo Viviani
http://www.flickr.com/photos/86176478@N00/
cliqueur
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Si.

A me interessa anche quale è il processo, di reportage prima e durante. Immagino la necessità di superare possibile imbarazzo.

E poi mi interesserebbe l'utilizzo da parte dell'associazione.

Grazie.
Enrico-To53
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Eccomi, rispondo e allego quattro immagini tra quelle che compongono il lavoro completo.
Come nasce un reportage di questo tipo? Per quanto mi riguarda, dopo aver conosciuto i dirigenti delle strutture e concordato ciò a cui le immagini servono (che poi dirò) chiedo di avere almeno due o tre giornate nelle quali andare, farmi conoscere dalle persone che fotograferò (sia ospiti che personale) e instauro il più possibile un rapporto di amicizia, ma soprattutto di fiducia; a pranzo scatto foto e mi siedo con loro (ospiti) a mangiare e spesso avviene che si aprano con me (quasi perfetto estraneo) raccontandomi cose talmente intime della loro vita che forse non sanno neppure i loro parenti più stretti. imbarazzo? no, in nessuna forma e in nessun momento; nel caso della piccola serie che qui presento, inizia tutto mettendomi all’ingresso della struttura, presentandomi agli ospiti, raccontando i miei intenti e nel frattempo facendomi firmare le necessarie liberatorie, senza mai smettere di chiacchierare. Quando si entra nella sala pranzo, sono oramai una figura conosciuta. Due parole sulla “tecnica”? ottica corta (si solito 28 o al massimo 35) messa a fuoco preregolata su dove so che scatterò, osservare tutto e alzare la macchina solo per il momento dello scatto (quasi un gesto invisibile).
Uso delle fotografie da parte dell’associazione: mostre per far conoscere la loro esistenza e ciò che fanno, ma soprattutto foto da presentare ai supermercati per ottenere aiuto in cibo (altrimenti si auto-tassano i volontari!)
Perché io faccio quel genere di fotografie? (la mensa per i poveri, ospiti e personale in case di riposo, volontari ospedalieri, eccetera) per bilanciare le negatività raccontate dai media! Un ospizio arriva agli “onori” della cronaca quando al suo interno qualche anziano è maltrattato, delle migliaia di volte che ci sono gentilezze o dimostrazioni di vero affetto, nessuno ne parla, perché ”non fa notizia”. Bene, quando posso e nel mio piccolissimo, cerco di essere quel “nessuno” che racconta il bello.
Una delle cose che più mi ha gratificato, è stata una serie di serate/conferenza che ho fatto esponendo le mie fotografie accompagnato dal direttore sanitario della ASL a cui apparteneva la struttura soggetto del reportage; lui (il direttore) ha avuto modo di parlare del lavoro degli addetti, con il supporto delle foto e davanti ad un pubblico (fortunatamente) numeroso.
cucina1.jpg
cucina2.jpg
prepara.jpg
servizio.jpg
Allegati
cucina1.jpg
Enrico-To53
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scusate, la prima si è raddoppiata ma non riesco a toglierla
Enrico-To53
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per completare, queste sono due immagini tratte dal reportage sulla struttura RSA di cui ho detto sopra (la mostra portata in giro con il direttore sanitario)
1Foglizzo.jpg
2foglizzo.jpg
cliqueur
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Grazie Enrico. Mi hai fatto vivere questa esperienza.
abschied
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Questa bellissima serie mi ha fatto riflettere a quanto il mondo della fotografia ha perso dal momento in cui sono scomparsi i periodici che regolarmente commissionavano dei reportages per far conoscere realtà come quella che hai raccontato. Ha perso la fotografia come mezzo espressivo, immiserendosi sempre più in superflui esercizi di stile, e hanno perso i fotografi che una volta potevano vivere del loro mestiere anche se non erano i pochi nomi illustri.
Paolo Viviani
http://www.flickr.com/photos/86176478@N00/
Enrico-To53
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hai toccato un tasto dolentissimo, Paolo!
grazie comunque per le vostre parole e per l'attenzione.
cliqueur
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abschied ha scritto: mar apr 06, 2021 4:46 pm Questa bellissima serie mi ha fatto riflettere a quanto il mondo della fotografia ha perso dal momento in cui sono scomparsi i periodici che regolarmente commissionavano dei reportages per far conoscere realtà come quella che hai raccontato. Ha perso la fotografia come mezzo espressivo, immiserendosi sempre più in superflui esercizi di stile, e hanno perso i fotografi che una volta potevano vivere del loro mestiere anche se non erano i pochi nomi illustri.
Eppure di questi racconti c'è ancora e sempre più bisogno. Ed il nostro globo interconnesso dovrebbe moltiplicare gli spunti a maggior ragione. Ci rifletterò, anche alla luce dell'intervista di Pinna. Forse stanno cambiando i canali e siamo ancora a metà del guado, nel senso che la transizione non è completa e la rete non ancora matura.
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